Altered Mind
Lunga ed impervia è la strada che dall'inferno si snoda verso la luce.
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mercoledì, 09 gennaio 2008 Il Narratore - Parte Seconda E' cominciato tutto circa tre anni fà. Erano poche le persone che sapevano del mio interessamento per l'alchimia ed esoterismo. Dopotutto non era altro che un passatempo, un modo come un altro per tenere occupata la frenetica mente di un aspirante scrittore, ed anche i pochi intimi amici non badarono a questa mia ennesima dimostrazione di stravaganza. Era metà Settembre quando gli strani eventi iniziarono ad accadere. In principio non feci caso a tutte quelle banalità, che potevano essere tranquillamente catalogate come un cumulo di eventi occasionali e slegati tra loro. Lentamente però iniziai a rendermi conto che più ignoravo questi piccoli segnali e più si ripresentavano più evidenti e palesi di prima; non c'erano dubbi, o la mia debole mente stava finalmente impazzendo del tutto, oppure mi ritrovavo coinvolto in una serie di increbili coincidenze che cercavano di portarmi verso determinate scelte ed azioni. Ammetto di essere sempre stato una persona facilmente impressionabile da certe cose, non mi lasciai trascinare dall'entusiasmo, sapevo benissimo che si trattava dell'ennesima illusione nata da vivida fantasia. Dopotutto è anche questo uno dei motivi per cui tutti mi consideravano un buon cantastorie, perchè possiedo l'incredibile capacità di farmi coinvolgere e credere nelle narrazioni più fantastiche ed oniriche; ma credetemi, mai come allora avrei dovuto desiderare di vivere un sogno ad occhi aperti. Verso fine anno, questo Grande Disegno prese una piega inaspettata, e gli eventi si susseguirono così vorticosamente da lasciarmi senza fiato. Tutti i segnali che fino ad allora mi avevano spinto a raccogliere informazioni e curiosità su Alchimia, Simbolismo, Esoterismo, Teologia e testi sacri si materializzarono improvvisamente come indizi, portando in fine ad un nome: George Ripley. Dietro a questo nome si cela un monaco agostiniano del quindicesimo secolo, nato in inghilterra e vissuto per diversi anni a Roma, ma soprattutto conosciuto e rinomato autore di testi alchemici dell'epoca dallo stile insolito ed allegorico, conosciuti per i suoi passaggi simbolici definiti "I Dodici Cancelli" e soprattutto l'emblematica "Ripley Scroll". Curioso fù l'attaccamento dimostrato dal papa dell'epoca, Innocente VIII, per questo provetto alchimista inglese, ed altrettanto curioso è l'alone di mistero che cala sulla vita del monaco dopo i suoi anni trascorsi in italia. Giunto a questo punto la mia ormai accecata coscienza non potè opporsi alla curiosità nello scoprire, che pochi chilometri lontano da dove vivevo allora, lungo uno dei navigli di Milano, era stato costruito un convento, risalente all'anno 1498, proprio per ordine di Innocente VIII. Fù davvero un enorme dispiacere scoprire che la costruzione era stata abbattuta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale perchè rifugio di partigiani, ma decisi comunque di visitare il luogo dove sorgeva prima di essere distrutto. Ricordo molto nitidamente quella mattinata fredda e limpida di gennaio, mentre passeggiavo pensieroso per le vie di questo piccolo paese della provincia di Milano, cercando la zona e l'indirizzo dove dei moderni palazzoni avevano preso il posto di un pezzo di storia. Ricordo ancora i dettagli del cartello arancione che segnalava la disponibilità all'affitto di un appartamento al terzo piano dello stabile. E soprattutto ricordo quell'insegna pubblicitaria, esposta con i suoi colori cupi alla vetrina della videoteca posta al pian terreno dell'edificio. L'insegna era la presentazione di una serie televisiva, ed in basso, perfettamente leggibile ed in caratteri scarlatti capeggiava la scritta: "The Bird of Hermes Is My Name, Eating My Wings To Make Me Tame." ("L'Uccello di Hermes è il mio nome, divoro le mie ali per addomesticarmi.") Bè quella frase, ci crediate o meno, è il paragrafo di intestazione del tredicesimo manoscritto dei diciasette totali del testo chiamato "Ripley Scroll" o "Pergamena di Ripley". Ed è un'allegoria che rappresenta la prima fase della Grande Opera alchemica: la separazione degli elementi. Quello era un segnale, ed era tra i più forti che avessi ricevuto dall'inizio di quello che ormai sto chiamando il Grande Disegno. Seguendo un ironico copione del destino fù esattamente alla tredicesima settimana da quando decisi di trasferire il mio ufficio in quel palazzo che il primo di Loro si manifestò apertamente. Ed accadde proprio qui, da dove sto scrivendo ora, mentre l'unico rumore nella stanza era prodotto dalla mia vecchia macchina da scrivere. (continua...) Leliel81 In » pride |
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martedì, 11 settembre 2007 Il Narratore - Parte Prima Sveglio! Mi sorprendo per l'ennesima volta seduto davanti a questa vecchia macchina da scrivere. Come potrebbe osservare chiunque si tratta semplicemente di un vecchio cimelio degli anni 50, una Triumph color panna e marrone per essere precisi, una specie di testimonianza del cattivo gusto dell'epoca.Da quello che sò potrebbe essere appartenuta a qualche squattrinato scrittore di storielle che faticava a tirare la fine del mese. Di certo non deve valere molto, quando l'ho trovata cinque anni fà al mercato delle pulci era accatastata assieme ad altre cianfrusaglie senza valore in un angolo, ed il commerciante sembrava entusiasta di aver trovato un acquirente per un pezzo del genere. E' curioso come la gente si lasci deviare da certi dettagli, tralasciando particolari ben più degni d'attenzione. Ogni singola fottutissima persona che entra per la prima volta nel mio studio non fà altro che chiedermi come faccio ad utilizzare ancora un pezzo d'antiquariato per scrivere, quando potrei abbandonarmi alla frenesia tecnologica che ha contagiato i nostri tempi. Chiaro esempio di questi bizzarri comportamenti è capitato solo qualche ora fà, quando ho ricevuto l'ormai abituale visita della segretaria del mio editore. Devono essere davvero terrorizzati se mi hanno incollato una balia di questo genere, oltre al timore per la mia "pausa creativa" credo siano dannatamente preoccupati che mi venda a qualche pezzo grosso dell'editoria, ormai sono la loro macchina da soldi, il nuovo fenomeno della letteratura fantasy contemporanea, e non si possono permettere di perdermi, tanto da mandarmi una segretaria giovane e decisamente lasciva a fare moine di vario genere. Patetici! Come posso pretendere che gente del genere comprenda il mio stato d'animo in un momento come questo? La loro unica preoccupazione è tenermi buono nell'attesa che sforni un altro prezioso racconto per riempire le loro tasche, forse dovrei davvero lasciarmi alle spalle tutte queste persone, ma ora non è il momento di pensare a queste cose, c'è ben'altro di cui mi devo occupare, non devo lasciarmi distrarre da futili particolari come fanno tutti, come la gente che entra nel mio studio, incuriosita e attirata dall'eccentricità del mio mondo si perde in banalità come la macchina da scrivere senza capire davvero cos'ha di fronte. Possibile che nessuno abbia ancora capito che tutti i miei racconti non sono per niente frutto di una fervida fantasia? (continua...) Leliel81 In » pride |